sai come resisto?

lenta dissoluzione. acida fine. sai come resisto? inventandomi storie da raccontare. viaggiando in luoghi mai visti o, semplicemente, di qualcun altro o, ancora, inesistenti.

Avevo ancora qualcosa da dirti, mentre tu parlavi inesorabile. I palloncini colorati sopra la testa, il cielo bianco, quell’odioso bianco che dà alla testa. L’artista di strada dava l’esempio di come si possa emarginare e gettare per terra, come spazzatura, un talento che i benestanti con la vita facile possono solo sognare.
Nascosti nella folla, avevo ancora qualcosa da dirti. Ma non ti giravi. Non volevi proprio farlo mentre saltellavi da una vetrina all’altra. Quasi ballavi sui ciottoli scuri del vicolo.
“ma io non so ballare”, ti sussurravo. Non potevi sentirmi. Era troppo il rumore. Era troppo per me. Mi fermai. Ti persi.
Ho ancora adesso qualcosa da dirti.

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