abbandono & noncuranza

sopravvivo incosciente tra difficili respiri… aspri e profondi.
incosciente quanto la morte, se fosse un automa programmato.
sbandieri la tua forza ora che sei debole, solo perchè io sono stato debole prima di te.
e continuo il cammino tra stanze abbandonate… fa differenza se fuori c’è una promessa di una vita felice? i miei passi dicono di no… lo hanno sempre fatto.
apro e chiudo porte… di stanza in stanza…
e l’eco dei miei gesti le riempie con la violenza che ha un qualsiasi rumore, dopo troppo silenzio.
ci lascerei il mio sangue su questo pavimento… ne farei tappeti delle mie viscere… e tende con la mia pelle…
lo avrei fatto. ma non ho più tempo: sto uscendo… non mi aspettare alzata…
e l’unica risposta è il suono metallico delle mie chiavi che girano nella toppa.
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Una risposta a abbandono & noncuranza

  1. azzurra ha detto:

    Vedo un ragazzo stanco e confuso. E\’ arrabbiato, ma non troppo. E\’ triste…più o meno. Soffre…penso. Mi vuole bene…spero. Ha bisogno di me…ma non può e non vuole ammetterlo. Non mi capisce…o magari sono io che non capisco lui. Cerca di farmi vedere quello che prova, ed io lo vedo lottare… Ma tutto quello che viene fuori è sbagliato. Vedo un ragazzo che ha visto troppo. Ma, come ho detto, è solo un ragazzo…(NICK TRAINA)
     
    Mi è venuto in mente questo pensiero tratto da un libro che ho letto, leggendo questo post 🙂 spero che non venga interpretato in modo negativo 😉

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