come uno stronzo

è bastato scendere dall’auto, di notte, nel centro popolato dal sabato sera… luogo che mi è estraneo al buio, e sono comunque da solo. lo sento nell’aria quanto lo sono, molto più che nella scelta stessa di esserlo.
ho provato così a togliere di proposito il colore che dai a questa foto e… cazzo, sembra nera ora. questo mi mette davanti al fatto che a volte non mi basta cavarmela. mi ci vorrebbe qualcosa di più…
qualcosa di più della sigaretta, del foglio e della penna, delle cose cge mi galleggiano nel cervello, come bellissimi pesci in un acquario… bellissimi …ma resteranno li dentro a crepare.
vorrei scolpirti sempre meglio, saperlo fare meglio, con più dettagli e sfumature, e invece ti vedo sbiadire "come un quadro che non sa parlare"… e io che continuo a dipingere un’immagine sempre più confusa.
alla fine è questo che rimane: solo una confusione in cui ogni cosa ha il proprio colore, ma tutte insieme continuano a dare il solito grigio scuro, tendente al temporalesco… e rimango muto e fermo davanti al tuo quadro, come uno stronzo che non sa cosa dire né cosa fare.
vabò. mezcal. salute.
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