balcone turistico

il sogno d’una qualche libertà
s’affaccia sulla vita
come un turista al balcone di un hotel
permea in lui tanto la bellezza
quanto la non apparteneza
fredda quanto la ringhiera nelle mani
lontana quanto lo sguardo perso
sui colori strani della sera

staticità d’intenti, mi ripeto
voglio continuare a credermi solido
poco malleabile

tutto si gioca su sottigliezze feconde
agonie come disegni da completare
le cui linee aperte e rilassate sembrano
odorare di magia e belle speranze
finchè non si chiudono

così dimentico a lungo termine
chiudo gli occhi e vedo comunque
disegni completati dalle mie mani
lasciati appesi, in qualche angolo della casa
macchiati di lacrime e belli come non mai

potresti dire che queste lacrime non siano rosse?
che non bagnano, comunque?
che non lasciano fiato…
solo scie… come vecchi presagi.

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