Togliamo un po’ di pregiudizi sull’anarchia

Per chi vuole inizire a scalfire la superficie di un argomento vasto, importante e volutamente, sistematicamente infagato dal Potere.
Personalmente ritengo che a nulla saranno valsi i nostri sforzi se non re-impareremo che cosa signifca davvero la parola Libertà e comprenderemo che L’Anarchia ne è la sua applicazione nella società.


de andrèLa proposta anarchica è una proposta di rivoluzione che se applicata andrebbe a modificare sostanzialmente l’esistente, eliminando qualsiasi forma di autorità, potere, istituzione, privilegio, sfruttamento. È quindi facilmente intuibile come tale proposta sia sempre stata ostacolata da ogni Potere mediante la repressione diretta e con la distorsione del messaggio antiautoritario.
Quindi prima di andare avanti, per cercare di definire e meglio comprendere cosa sono e cosa propongono gli anarchici, conviene da subito chiarire cosa non è l’anarchia e cosa non sono gli anarchici.

“L’anarchia è caos invivibile”
Questa affermazione lascia intendere che una società anarchica sarebbe una società senza regole, dove ognuno tenterebbe di uccidere, rapinare, stuprare l’altro. Niente di più falso: l’anarchia è sostanzialmente un messaggio di cooperazione con l’altro, basato però non sulla paura e sul ricatto dato dalla Legge, ma sulla responsabilità degli accordi liberamente presi. Tra l’altro, il mutato tessuto sociale, nella maniera che cercheremo più avanti di analizzare, modificherebbe sostanzialmente i rapporti umani in maniera tale che essi verrebbero ridefiniti e di conseguenza ridotti anche i rapporti conflittuali.

“L’anarchia sarebbe bella ma non è possibile”
Presupponendo che l’essere umano sia fondamentalmente incapace di autorganizzarsi o autogovernarsi e che quindi abbia naturalmente bisogno di qualcuno che lo comandi, che lo indirizzi e scelga per lui. L’affermazione è falsa perché parte da presupposti falsi, ovvero che l’essere umano abbia solo istinti innati o naturali… L’essere umano, invece, è soprattutto il risultato della società in cui cresce: se cresce in un ambiente autoritario sarà per lui “naturale” muoversi su ordine, e a sua volta dispensarne; se cresce tra relazioni paritarie e responsabilizzanti sarà poi in grado di autoregolarsi, senza la necessità di capi.

“L’anarchia è disorganizzazione”
Facendo intendere che sarebbe impossibile poi sopravvivere in un tale stato primordiale. Niente di più falso. L’anarchia è super organizzazione (dei beni, delle risorse, degli spazi, etc.), proprio perché non delega ad un ente questa funzione, ma implica l’assunzione di responsabilità individuali. Quindi non c’è nulla di più organizzato che la proposta anarchica in quanto tale. Si tratta solo di adottare una diversa modalità organizzativa (non autoritaria, autogestionaria), non di eliminarla.

“Gli anarchici sono violenti”
Gli anarchici in quanto tali ripudiano la violenza studiata ed applicata nei confronti di altri esseri senzienti; come quella sistematicamente perpetrata dal Dominio nei secoli attraverso il carcere, la tortura, l’omicidio. La violenza che possono a volte applicare si esprime solo sotto forma di autodifesa degli spazi di libertà attaccati dal Potere.

“Gli anarchici sono terroristi”
Questa considerazione, che fa il paio con la prima, mira tendenziosamente a scambiare la vittima con il carnefice: casomai è vero che gli anarchici sono a volte terrorizzati dall’attuale stato delle cose. Quando storicamente hanno fatto uso di mezzi o modi conflittuali l’hanno sempre fatto per cercare di difendersi da un sistema sociale particolarmente violento od oppressivo.

Fonte: acomeanarchia (pdf)

Leggi come abbiamo vissuto per 5000 anni in anarchia (capitolo censurato dai libri di Storia ufficiali) CLICCA QUI

Immagine: una copertina di A-rivista dedicata a un dossier su Fabrizio De Andrè, iscritto al circolo anarchico di Carrara.

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RISULTATI ELEZIONI: Visti così fanno tutto un altro effetto, vero?

ELEZIONIXAd ogni elezione, i risultati ci vengono mostrati in percentuale sui votanti, cioè in relazione al numero di coloro che hanno effettivamente espresso una scelta, senza contare chi ha deciso di astenersi.

I risultati percentuali ottenuti vengono fatti passare però come rappresentativi di tutto il paese: Se un partito prende il 10 %, di solito la classica frase che descrive il risultato è: “il 10% degli italiani ha votato quel partito”.

L’astensione, però, è una scelta, esattamente come il voto.
Certo, non tutte le astensioni sono da considerarsi “coscienti” o “consapevoli”: sicuramente ci sarà chi non ha votato per dimenticanza, noncuranza o altro.
Questa argomentazione però può essere applicata a coloro che hanno votato, perché quanti, tra quelli che hanno posto la loro X sul foglio, erano davvero consapevoli di quello che stavano votando? Quanti conoscevano il programma del partito scelto? Quanti erano coscienti di tutto quello che quel partito sostiene, vuole ottenere, ha ottenuto, ecc.? Quanti hanno votato un partito per ignoranza, convenienza, compiacenza?

Eppure nessuno si pone questo problema quando vengono snocciolate le percentuali. I risultati dei voti sono sempre considerati sacri, intoccabili e decisivi a prescindere.
Bene, io sono convinto che allora anche l’astensione dovrebbe avere lo stesso identico peso elettorale.

Vi siete mai chiesti quali sarebbero le vere percentuali ottenute dai vari partiti, se queste fossero calcolate sull’intero numero degli aventi diritto al voto, piuttosto che sui soli votanti? Vi aiuto io paragonando lo screenshot dei risultati elettorali delle europee 2014 con un’immagine creata da me che fornisce i dati reali considerando anche coloro che si sono astenuti.

risultati “classici”elezioni tarocco
risultati “reali”
elezioni
raffronto risultati

raffrontorisultatielettorali

Come vedete, nei risultati “classici” abbiamo il famoso 41% del PD con cui Renzi si gonfia il petto e lo proclama saldo portavoce dell’Italia e degli Italiani.
Mentre nei risultati che mi permetto di chiamare “reali”, contando anche gli astenuti, il PD, primo partito in Italia, strappa un misero 22,68%.
La vera forza che fa da padrone in questi risultati è proprio l’astensione che rappresenta quasi il doppio degli Italiani rappresentati dal primo partito.

Questo è ovviamente un risultato che non si vuole mostrare con troppa disinvoltura al popolo perché è rappresentativo, per loro, di un fallimento politico generale e dimostrerebbe che la cosiddetta “maggioranza” in realtà non rappresenta affato la maggioranza degli italiani.
Per me, invece, è un risultato molto positivo perché rappresenta la sfiducia che finalmente l’Italiano ha maturato nei confronti delle istituzioni e che spero porterà presto ad una vera presa di coscienza che ci farà comprendere che il sistema non può essere la soluzione ai nostri problemi.

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Non sono scie chimiche… o forse si? O forse non importa! [VIDEO]

Considerazioni sul video: Dichiarazione di Rosalind Peterson – Agriculture Defense Coalition (Coalizione per la difesa dell’Agricoltura) in occasione di una conferenza sul cambiamento climatico organizzata dalle Nazioni Unite.

scie chimicheIl video che vedrete qui sotto è molto importante perché mette in luce l’aspetto più vitale del tema “scie chimiche“, ovvero quell’aspetto che viene completamente fagocitato e nascosto dal chiasso generato dallo scontro tra quelli che sostengono che in realtà si tratti solo di scie di condensa rispetto a quelli che sostengono si tratti di scie chimiche.
Il punto è che non importa se le scie sono chimiche o di condensa. Il punto è che ci troviamo davanti ad un fenomeno osservabile, nuovo, mai visto prima e che sta cambiando il clima, con coseguenze significative sulla nostra vita.
Non dobbiamo più discutere dell’esistenza o meno di quello che per alcuni è una “leggenda metropolitana” e per altri “un complotto dei governi”, non dobbiamo più perderci in infinite e sterili discussioni sul se quelle scie siano chimiche o di condensa, sul come vengano prodotte e chi ci sia dietro.
Questi sono argomenti che devono essere trattati dopo, mentre ora servono solo a dividerci e allontanare le persone da un’evento evidente e preoccupante che coinvolge tutti.
Quelle scie nel cielo, anche se fossero di condensa, anche se fossero prodotte involontariamente dal passaggio di aerei di linea come conseguenza naturale dell’azione dei motori nell’aria, anche se non contenessero alcuna schifezza chimica (come invece alcune ricerche indipendenti sostengono), anche ammettendo tutto ciò sarebbero comunque un problema e dobbiamo occuparcene!
Senza contare le volontarie operazioni di geoingegneria (denunciate anche nel video, soprattutto perché esenti da seri controlli da parte di organismi terzi) le scie persistenti degli aerei oscurano il cielo, cambiano l’esposizione solare del pianeta, modificano l’evaporazione dell’acqua al suolo e quindi l’umidità. E’ per questo dobbiamo occuparcene. Per tutte le conseguenze che stanno causando alla nostra atmosfera, all’aria che respiriamo, ai cibi che mangiamo ecc. Oppure volete semplicemente ignorare il problema perché è “solo una leggenda metropolitana” o “roba da complottisti”?! Siete sicuri di volervi giocare la salute del pianeta, vostra e dei vostri cari per questo?

Su questo video tengo a precisare due cose.
Primo: il video è circolato in rete con titoli e una descrizioni pomposi e fuorvianti che lasciavano intendere di vedere una seduta delle Nazioni Unite in cui si confermava l’esistenza delle scie chimiche, quando in realtà si tratta di una conferenza sul cambiamento climatico organizzata dalle Nazioni Unite in cui un oratrice parla delle conseguenze delle scie persistenti e della geoingegneria.
Secondo: i sottotitoli italiani non sono molto precisi e, tra gli altri errori, ogni volta che leggete “scie chimiche”, in realtà l’oratrice ha detto “contrails” ovvero “scie di condensa”. Ennesima prova che ormai su questo tema si è perso completamente di vista il punto cruciale: il determinare cosa sta accadendo e quali sono le conseguenze, piuttosto che, come ho già detto, voler a tutti i costi determinare l’esistenza o la non esistenza di un concetto astratto (chemtrails – scie chimiche).
Che siano chimiche o no, le scie ci sono. Le vediamo tutti. E stanno causando danni tremendi. Partiamo da questo.

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Due documenti eccezionali che ti faranno cambiare idea sui complotti!

complottistiMason Massy James e Roberto Scalisi sono due filmaker italiani che hanno prodotto due corposi documenti video per dare una visione differente di quello che viene erroneamente chiamato “complottismo“.
Si dice che il termine “teoria della cospirazione” sia stato coniato da Nixon per denigrare e sminuire le tesi di coloro che sostenevano l’uso di mezzi incostituzionali e illegali da parte del governo per reprimere ogni forma di dissenso (soprattutto sulla guerra del Vietnam) e arginare con ogni mezzo l’ondata pacifista americana, Democratici in prima linea.
Il caso vuole che, già allora, i “complottisti” avevano ragione: una prova schiacciante dimostrò che agenti di Nixon avevano installato un sistema di intercettazione telefonica nel quartier generale del Comitato Nazionale Democratico presso il complesso residenziale Watergate a Washington. Fu chiesto l’impeachment per Nixon che fu costretto a lasciare l’incarico siglando una delle pagine più scure della storia della politica amercana noto col nome di Scandalo Watergate.

Il documento video di Mason Massy James ripercorre i cliché attribuiti ai cosiddetti “complottisti”, smontando uno ad uno i preconcetti su queste tematiche con argomentazioni logiche, confrontando fatti storici e ricerche sociali.
Cerca la sua pagina su FB (MasonMassyJames), seguilo su twitter con lo stesso nome o su questo blog.

Il documento video di Roberto Scalisi affronta l’argomento demolendo uno degli organi italiani più prolifico e importante per quanto riguarda la lotta ai complotti: il CICAP. Il suo video dimostra come il lavoro di questi ultimi sia tutto fuorché scientifico e imparziale, ma piuttosto si basi su una flessibilità molto comoda e che stranamente tende sempre dalla parte del potente che ha di fronte.
Cerca la sua pagina FB “Logica Convenzionalista”.

Mason Massy James: Cerchio o Ellisse 2 – Il Complottismo NON ESISTE!

Roberto Scalisi: La Mala Fede Del CICAP (Psiche Complottista)

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Architetti e ingegneri cambiano idea sull’11/9 quando vedono le prove

Per la prima volta un rappresentante dell’associazione ingegneri e architetti per la verità sull’11 settembre viene intervistato da un network nazionale Usa. «Le prove e le testimonianze a favore di una demolizione controllata sono schiaccianti. Ma le autorità continuano a ignorarle. Bisogna riaprire le indagini ufficiali».

video in fondo all’articolo

di Franco Fracassi

Il momento del crollo della torre nord.IL MOMENTO DEL CROLLO DELLA TORRE NORD.

«La maggioranza di noi crede già di sapere come siano crollate le torri gemelle, perché c’è stato raccontato nella versione ufficiale. La maggioranza degli architetti e degli ingegneri non dubita nemmeno lontanamente della storia che l’Istituto nazionale per gli standard nella tecnologia (Nist) ci ha presentato. Poi, però, quando vedono le prove sulle torri gemelle, come per l’edificio 7, finiscono per darci ragione a stragrande maggioranza, e molti di loro firmano la nostra petizione. Lo ripeto, sono duemiliaduecento architetti e ingegneri che chiedono una vera indagine ora che le prove sono chiaramente disponibili nei video». L’architetto di San Francisco Richard Gage è il fondatore dell’associazione degli “Architetti e ingegneri per la verità sull’11 settembre”. Sono anni che ha in mano le prove sufficienti per far riaprire l’inchiesta. Ma solo il primo agosto di quest’anno (tredici anni dopo la strage) un network statunitense ha deciso di intervistarlo.

Popoff in passato ha più volte dimostrato come la versione ufficiale su quegli attentati faccia acqua da tutte le parti e su come esista una vasta casistica di prove e testimonianze che portano a una ricostruzione diversa da quella comunemente conosciuta di quella giornata e dei fatti che l’hanno segnata.

È la prima volta che anche un network dell’importanza di C-Span spezza il muro di silenzio e di disinformazione che si è creato intorno a chi cerca di battersi per arrivare alla verità sull’11 settembre.

Il racconto di Gage non si focalizza sulle torri gemelle, bensì su un terzo edificio crollato quel giorno al World Trade Center. Un grattacielo di cui nessuno parla mai. Ma che è un tassello fondamentale per comprendere i fatti di quel giorno. L’edificio 7 (tutti i grattacieli del World Trade Center erano numerati, le torri erano gli edifici 1 e 2) venne giù alle cinque e venti del pomeriggio dell’11 settembre. Sette ore dopo il crollo delle torri gemelle. Nessuno si curò particolarmente di quel grattacielo alto duecentoventi metri sbriciolatosi nel nulla. Eppure…

L'edificio 7 immerso dal fumo dei detriti subito dopo il crollo della torre nord, la seconda a disintegrarsi.L’EDIFICIO 7 IMMERSO DAL FUMO DEI DETRITI SUBITO DOPO IL CROLLO DELLA TORRE NORD, LA SECONDA A DISINTEGRARSI.

Gage: «Siamo in grado di esibire prove di demolizione controllata, in particolare per il terzo grattacielo crollato quel giorno, il World Trade Center 7. Gli architetti e gli ingegneri di tutto il mondo non sono per niente informati di quello che è stato il terzo peggior crollo strutturale in tutta la storia moderna. Qui abbiamo un grattacielo di cinquantadue piani che alle cinque e venti di quel pomeriggio viene giù come un sasso, con accelerazione da caduta libera, dritto verso il basso, in modo uniforme, simmetrico, come abbiamo visto. Un edificio con quarantamila tonnellate di strutture in acciaio non può venir giù in quel modo, a causa di semplici incendi da ufficio, che è la motivazione ufficiale data dal Nist, senza che tutte le ottanta colonne di ciascun piano vengano rimosse simultaneamente e in modo sincronizzato, piano dopo piano. È una cosa che abbiamo già visto, come nei vecchi alberghi di Las Vegas. Ha esattamente l’aspetto di una demolizione controllata. Ma il Nist dice di no. Loro dico che l’edificio è crollato a causa di un nomale incendio d’ufficio. Quindi, si può iniziare a vedere il problema sin dall’inizio. Normali incendi d’ufficio non hanno mai fatto crollare prima nella storia un gratacielo. Noi facciamo grattacieli in acciaio con protezioni antincendio per un ottimo motivo, e questi hanno protetto le nostre torri per moltissimo tempo».

Il crollo dell'edificio 7 secondo per secondo. Dalla sequenza fotografica si vede la stranissima caratteristica del crollo del grattacielo. Sembra un pilastro che si inabissa verticalmente, sparendo tra le macerie del World Trade Center.IL CROLLO DELL’EDIFICIO 7 SECONDO PER SECONDO. DALLA SEQUENZA FOTOGRAFICA SI VEDE LA STRANISSIMA CARATTERISTICA DEL CROLLO DEL GRATTACIELO. SEMBRA UN PILASTRO CHE SI INABISSA VERTICALMENTE, SPARENDO TRA LE MACERIE DEL WORLD TRADE CENTER.

L’associazione presieduta da Gage raccoglie duemiladuecento architetti e ingegneri di tutto il mondo. Professionisti che hanno esposto le prove raccolte in oltre trecento conferenze in trentadue Paesi dei cinque continenti e in ottantadue città americane diverse.

«Presentiamo delle prove di una demolizione con esplosivi. E queste prove non solo sono visibili nei video, ma vengono anche sentite dalla voce dei soccorritori, che parlano di esplosioni durante la distruzione di questi edifici, che parlano di pozze di metallo fuso che scorrevano come lava. Lo stesso Leslie Robertson, l’ingegnere strutturista del World Trade Center, cita un fiume d’acciaio che scorreva. Questo dimostra temperature superiori ai mille gradi centigradi. Mentre gli incendi da ufficio non arrivano nemmeno alla metà di quelle temperature. Abbiamo quindi un problema molto serio, e bisogna dare una spiegazione nell’ambito del rapporto ufficiale per quanto riguarda queste temperature estremamente alte e per la presenza di metallo fuso, che viene documentata dalla stessa Fema (la protezione civile statunitense)», prosegue l’architetto.

 

Popoff ha, inoltre, raccolto testimonianze di sopravvissuti al crollo che si trovavano sopra il piano dell’impatto al momento dell’impatto. Vere e proprie testimonianze viventi del fatto che la temperatura all’interno delle torri non superava gli ottanta gradi. Quindi, l’altissima temperatura di cui parla Gage si deve riferire concentrata solo sulle travi d’acciaio e non sul resto della struttura.

«Nel primo rapporto della Fema, del maggio 2002, appendice C, viene documentata una corrosione da solfuri caldi. In realtà, lo stesso autore di quel rapporto (Johathan Barner) dice che alle estremità le travi d’acciaio erano parzialmente evaporate. Questo comporta temperature di oltre duemila gradi centigradi, e l’unica cosa che può provocare un fenomeno del genere è la termite. La termite è un materiale incendiario usato dai militari, che permette di tagliare l’acciaio come un coltello caldo taglia il burro. Esistono cariche di taglio brevettate che fanno esattamente questo con la termite».

911_wtc_termiteLA FOTO SCATTATA ALLA TORRE NORD PRIMA DEL CROLLO MOSTRA UNA SORTA DI CASCATA DI LAVA E LAPILLI DA UNA DELLE FINESTRE. CIÒ CHE SI VEDE ALL’INTERNO DEL CERCHIO ROSSO È ESATTAMENTE L’IMMAGINE DELL’ACCIAIO CORROSO DALLA TERMITE.

«Ecco perché abbiamo bisogno di una vera indagine, che prenda in considerazione tutte le prove che il Nist ha escluso dal proprio rapporto quando sono subentrati nel 2004 e hanno gettato via il rapporto della Fema».

E il crollo delle torri gemelle? «Prendiamo la torre nord. Ci viene detto che questo blocco superiore di dieci, quindici piani sopra il punto d’impatto dell’aereo è stato in grado di distruggere tutto il resto dell’edificio fino a terra. Noi abbiamo dei problemi con questa versione dei fatti. Prima di tutto, perché questo non è affatto quello che si vede nei video. Il blocco superiore si distrugge da solo, prima ancora che vi sia un qualunque movimento verso il basso che possa distruggere il resto del’edificio fino a terra. Nei primi quattro secondi è completamente distrutto, come liquefatto. La struttura è completamente demolita, e non c’è nulla che rimanga che possa distruggere fino a terra il resto dell’edificio. Infatti, dopo quattro secondi vediamo esattamente quello che viene descritto da centinaia di soccorritori, nei racconti orali documentati dal commissario del pompieri Thomas Van Essen».

«Tutti descrivono dei botti (“Pa! Pa! Pa!”) tutto intorno all’edificio, come una cintura. Descrivono esplosioni. Si sentono esplosioni. Vi sono esplosioni in tutto l’edificio. Eppure nessuna delle centinaia di testimonianze di queste esplosioni viene inclusa nel rapporto ufficiale. Ma ciò che vediamo è esattamente ciò che viene descritto: una cintura di esplosioni tutta intorno, che scagliano sezioni perimetrali delle pareti da quatro tonnellate d’acciaio lateralmente a novanta chilometri all’ora in ogni direzione. Sezioni isolate di struttura che volano liberamente e vanno a finire a duecento metri di distanza. Per fare questo ci vuole una forza laterale incredibile. La stessa forza che serve per scagliare una palla di cannone da cento chili a cinque chilometri di distanza. E poi si vedono anche esplosioni più sotto».

fonte: http://popoffquotidiano.it/2014/09/15/ecco-le-prove-su-come-sono-cadute-le-torri-l11-settembre/

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Politica fumosa, tegole reali.


L’italia ha un debito di circa 2000 miliardi di euro.
L’italia paga circa 80 miliardi di euro l’anno come interessi sul debito.
Tralasciando la disoccupazione, il crollo fisico dei beni demaniali, il fiscal compact per il quale dovremo trovare 50 miliardi di euro l’anno per 10 anni e altre piccole inezie simili, vi sfido a ritenere serio, onesto ed utile qualsiasi intervento o scontro politico che non abbia come punto cruciale la contestazione e la risoluzione del debito pubblico.
No, la politica di questo non si occupa. Ci si scontra sul punto percentuale dell’iva, l’età pensionabile, la scala mobile, tagli alla spesa pubblica, esportazioni, rilancio dei consumi ecc.
Cioè è come se io avessi una famiglia di 4 persone in cui 2 sono disoccupate e uno è precario, che vivono in una casa che cade a pezzi, con un debito di 2 milioni di euro sulla testa e 80+50 mila euro di interessi annui, cioè più di 10 mila euro al mese, solo di interessi da pagare, mentre il debito rimane lì, intoccato, anzi sale ogni anno. E di cosa discuto in famiglia? Di risparmiare sulla passata di pomodoro: “per risolvere la situazione economica disastrosa e rilanciare la nostra famiglia non possiamo più comprare quella di marca! Dobbiamo discutere seriamente se prendere quella dell’esselunga o della coop. Iniziamo a votare”.
Ecco questo è il livello della politica oggi, sulla cui base si determinano gli argomenti di interesse, da risolvere, e sui quali l’elettorato sceglie a chi dare il voto e il futuro del paese. Con la passata di pomodoro giusta, mentre il tetto ci crolla sulla testa.

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Come piango.

È così che piange un foglio bianco. D’attese.
E un uomo piange dei compromessi che non sceglie. Gli rimangono sottopelle come parassiti spietati e pazienti.
Senza cura non si cura nulla. Né si crea. Al massimo si vomita. Ma certe volte è tutto quello che serve.
Ci sono troppe cose belle da fare. Tante che alla fine ci s’ammazza al solo accarezzarle, senza possederne alcuna. Ecco perché ci sono persone splendide che esplodono d’inutilità.
Io intanto infrango una bottiglia vuota, perché non voglio bere, voglio rompere. Tanto non c’è mai stato niente da bere in quella bottiglia. Ammetto che sono i cocci che mi interessano.
Ah quelli sì, belli appuntiti e taglienti, da tuffarmici nudo sopra e bagnare di sangue ciò che non lo merita.
Nemmeno il calore di questo sangue comprenderesti, figurati cosa questo alimenta, l’alito di vita che spira anche quando guardi dall’altra parte, la poesia sprecata mentre arricciavi i capelli e io neanche sapevo chi eri. Chi ero.
Le cime di montagne d’acqua ho navigato, in balia di me, dei venti, degli altri, di tutto eccetto che di una bussola di cui mi fidassi. Sono onesto se dico che mi bastava il sapore del sale e rimanere in piedi dopo ogni bordata. Forse era sempre stato tutto un gioco… Anche quando dopo tutto quello che ho passato, sentivo ridere delle mie vesti strappate, del sangue che sgorgava e degli arti mutilati. Valeva comunque la pena. Vedervi così miserabili, dopo tutto.
Però ho da confessarmi che non era sale. Non era mare. Non lo è mai stato. Erano lacrime. Sono sempre state lacrime.

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