Un oblio indiscusso e fitto. Intricato, caotico. Fatto di oggetti perfettamente nitidi, cristallini.
È una giungla di opinioni, visioni personali. Al microscopio si vedono scuse, pareri, fantasie, paranoie.
Una pioggia di laser che cade su un pattern di interferenza e crea la giungla olografica di una realtà replicata in infiniti modi che divergono tra loro solo per un piccolo particolare oppure paiono diametralmente opposti.
Così si compone l’esercito degli universi paralleli olografici dal quale vengo colpito mio malgrado. Esiste una cura: scegliere uno dei laser e seguirlo fino in fondo, arrivando a ridere o sbraitare per tutte le altre versioni della realtà, così palesemente errate.
Ma spesso mi è impossibile. È una fatica troppo grande ignorare tutte quelle luci. È impossibile non fare i conti con l’eclatante fatto che tutto funziona semplicemente perché ogni laser ignora l’esistenza di tutti gli altri.
Io ho visto. Non posso ignorare.
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